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Le conferenze si terranno a Palazzo Morando, ingresso da Via Sant’Andrea, 6.

Ingresso alla confrenza gratuito, fino ad esaurimento posti, non è possibile effettuare prenotazioni.

Per informazioni: info@mostramilanoacqua.it tel. 02 49798388


 

Sabato 23 gennaio 2016, ore 15.00

Gianluca PADOVAN

“Milano celta”

Immagine conferenza 23.01.16

Le linee essenziali della città celta sono riconoscibili nel tessuto metropolitano. L’affermazione è forte ma le motivazioni non mancano e vanno innanzitutto a smentire l’affermazione di Polibio: «Tutti i Celti abitavano in villaggi non fortificati e privi di ogni mezzo di vita civile».
La tradizione idraulica di Milano, costituita da una rete eccezionale di canali e migliaia di pozzi, ha origini antiche e oggi si riflette nella gestione delle opere pubbliche di approvvigionamento idrico e smaltimento.

 

Giovedì 28 gennaio ore 18

con Ubaldo CARLONI, introduce Idril M. Pia Bramati

“L’acqua è cibo, il cibo è acqua”

La biologia e la salute del corpo umano dipendono essenzialmente dalla capacità di scambio molecolare dell’acqua, siamo infatti costituiti in prevalenza di acqua; perciò è essenziale che il cibo e l’acqua che consumiamo quotidianamente conservino una “forma” idonea alla nutrizione del nostro corpo.

Verranno esposte le ultime scoperte nel campo della biofisica e biochimica quali, ad esempio, il livello atomico dell’acqua dove regna la mutevolezza di forma di questa molecola, nostro bene Universale.

L’attenzione sarà anche rivolta alla qualità intrinseca dell’acqua e del cibo e alle loro proprietà di prevenzione, nutrimento e scambio molecolare, fondamentale per la prevenzione e per la sopravvivenza umana.

 

Sabato 30 gennaio 2016, ore 15.00

Valentino SCRIMA

“Un mulinello d’acqua. La mirabile rotondità di Milano”

immagine conferenza 30.01.15

Nel tardo medioevo Milano sentì il bisogno di collegarsi ai grandi fiumi nivali, mai asciutti, del Ticino e dell’Adda: sarà l’invenzione dei Navigli, fonte di secolare prosperità. Le acque giravano intorno alla città quasi fosse una ruota di mulino, fino alla grande rinuncia, nel 1930, quando il fossato interno sarà coperto. Così, i canali all’aperto saranno sostituiti con le tubature nascoste dell’acquedotto e della fognatura, i mulini con l’energia invisibile, ma pur sempre acquea, delle centrali elettriche, il tuffo nel limaccioso Naviglio con il comfort delle moderne piscine pubbliche.

 

Sabato 6 febbraio 2016, ore 15.00

Maria Antonietta BREDA e Maurizio BROWN

“Milano città d’acqua: dal reticolo naturale alle acque ammaestrate”

Immagine conferenza 06.02.16

Milano, caso singolare di città sorta lontana da un fiume importante, per secoli si è prodigata per convogliare verso il suo centro le acque del ricco bacino idrografico compreso tra l’Adda e il Ticino, ottenendo la disponibilità dell’acqua necessaria per i diversi scopi che ne garantirono lo sviluppo economico e il benessere degli abitanti: approvvigionamento idrico, difesa (fossati), usi irrigui e produttivi (forza motrice) e commercio (trasporto merci e persone).

Nel corso dei secoli sul suo territorio si formò un complesso e diffuso reticolo di corsi d’acqua e di canali.
In questo difficile contesto, nella seconda metà del XIX secolo, contestualmente allo sviluppo urbano vennero realizzati l’acquedotto e la fognatura che costituirono e costituiscono tuttora due servizi fondamentali per la città di Milano, nonché due esempi di eccellenza per efficienza e funzionalità.

 


 

CONFERENZE PASSATE

Sabato 16 gennaio 2016, ore 15.00

Paolo COLUSSI

“Milanesi si diventa per “immersione”

Il Battesimo ambrosiano, per immersione, rappresenta il lungo e misterioso periodo tra la morte e la resurrezione, oppure tra il concepimento e la nascita.
Così nascere o arrivare in una città – a Milano – è un’immersione che ci trasforma in “milanesi”, una nuova identità che sorge, come Venere, da queste acque.

 

Domenica 10 gennaio 2016, ore 11.00

Roberto BISCARDINI

“Navigli milanesi. L’acqua del passato e l’acqua del futuro”

image1

Conoscere Milano e la storia delle sue acque, di fiumi, di canali e di Navigli, vuol dire riscoprire un patrimonio di inestimabile valore economico, culturale e scientifico, già nel passato figlio di una città che sapeva innovarsi, migliorare e perfezionarsi.
L’Associazione Riaprire i Navigli, presenta il progetto di riapertura degli antichi canali chiusi nel 1929 che immagina una futura Milano con l’acqua. Nel cuore della città si riscopre con l’acqua il nuovo ritmo della vita.

 

Sabato 9 gennaio 2016, ore 15.00

Valentino SCRIMA

“Il serpente nella fonte. Acque magiche a Milano”

Milano, 08/07/1957 Nella foto: due ragazze si rinfrescano a una fontanella @AF [244866]

Milano, 08/07/1957
Nella foto: due ragazze si rinfrescano a una fontanella
@AF [244866]

Milano sorse dove sgorgavano le acque, o meglio sorse perché sgorgavano le acque. Senza un grande fiume a cui appoggiarsi, ma circondata dalle risorgive, la città costruì i suoi antichi miti sulle sorgenti: nelle fessure della pianura padana sentiva gorgogliare la voce degli dei, vi vedeva emergere il totemico serpente delle forze sotterranee, vi beveva il liquido nutrimento come da un seno materno. Remote leggende che ancora oggi frequentano le strade milanesi sotto forma di Draghi Verdi, ossia di fontanelle pubbliche.

 

Sabato 19 dicembre 2015, ore 15.00

Pietro REDONDI

“Milano modello della depurazione agricola nell’Europa dell’Ottocento”

Immagine_conferenza 19.12.15

Milano depura e riutilizza oggi le sue acque di rifiuto con impianti di trattamento all’avanguardia risalenti agli inizi di questo millennio. Ancora una dozzina di anni fa le fogne si perdevano nelle campagne di Chiaravalle su marcite ormai in disuso, i resti di quello che un secolo fa era un metodo di smaltimento di cui la città andava orgogliosa. Acqua e terra: la fognatura cittadine purificata irrigando e fertilizzando migliaia di ettari con largo tornaconto per gli agricoltori, facendo incassare proventi al comune, e senza costare una sola lira di tasse ai milanesi.

Come metodo di concimazione liquida era praticato da secoli. A trasformarlo di colpo in un progetto di ingegneria sanitaria di queste dimensioni era stata l’Europa, dopo che in Inghilterra e poi a Parigi, Berlino, Danzica la depurazione agricola era salita agli onori della scienza. Ma cosa si sapeva delle marcite a nord delle Alpi? E il loro uso depurativo su larga scala nella Milano di fine Ottocento, cosa doveva a quelle esperienze straniere?

 

Sabato 12 dicembre 2015, ore 15.00

Maria Antonietta BREDA e Gianluca PADOVAN

“Gli scudi degli inermi: i rifugi antiaerei di Milano”

immagine conferenza 12.12.15

Li chiamavano “ricoveri” perché il nome sembrasse più rassicurante, ma la maggior parte erano semplici cantine puntellate. Il primo grande rifugio antiaereo è realizzato nel 1931 nei sotterranei della Stazione Centrale e negli anni successivi diverranno centinaia, costruiti anche sotto le centrali dell’Acquedotto. Il 5 ottobre 1940 il Comune di Milano stampa un fascicolo contenete 129 schede relative a 135 rifugi antiaerei pubblici, ma di tutto ciò che cosa rimane oggi nel sottosuolo milanese?

 

Sabato 28 novembre 2015, ore 15.00

Empio MALARA

“Milano città porto di navigazione interna”

immagine_Conferenza 28 novembre

Il recupero della via d’acqua Locarno — Milano — Venezia “sta diventando realtà”. Mancano alcune opere idrauliche (conche) e stradali (ponti) e, per realizzarle, occorrono poche decine di milioni dei trecento previsti nello studio di fattibilità finanziato a suo tempo dalla Fondazione Cariplo. Se tutti gli enti pubblici realizzeranno al più presto le opere mancanti, il 16 agosto del 2019, dopo duecento anni dalla costruzione del Naviglio di Pavia, i milanesi potrebbero festeggiare la riattivazione dell’idrovia Locarno — Milano — Venezia, l’itinerario di navigazione interna di maggiore interesse turistico, culturale e ambientale d’Europa.

 

Sabato 21 novembre 2015, ore 15.00

 

Mario COMINCINI

“Il Naviglio Grande: storia del primo canale navigabile d’Europa”

La Darsena di Milano agli inizi del Novecento

Il Naviglio Grande, “patriarca dei canali europei” come lo ebbe a definire Carlo Cattaneo, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di Milano fin dal XII secolo: nato come canale irriguo, verso il 1270 venne infatti reso navigabile e da quel momento rappresentò per la capitale lombarda la principale via di comunicazione, dando origine a un flusso di merci provenienti dal cuore dell’Europa, dal lago Maggiore e dalle località intermedie. Ma la sua storia, lunga più di ottocento anni, è fatta anche di pesca, barche corriere per il trasporto di persone, ponti, osterie, architettura colta e rurale sorta lungo le rive. Il tema verrà illustrato con la proiezione di circa 80 immagini d’archivio.

 

Martedì 20 ottobre 2015, ore 15.00

Relatore Valentino Scrima

“Nelle sale di Palazzo Morando. Il fantasma della contessa.”
Giovanni Antonio Cucchi, Maria Pusterla come Giunone, 1762, Salone dell'Olimpo

 

 

 

 

 

 

 

 

La contessa Lydia – raccontano i custodi del Museo – frequenta ancora le sale del palazzo che ha donato al Comune di Milano nel 1945. A lei bisogna rivolgersi come alla vera depositaria delle secolari memorie della dimora. Lei che nell’oltretomba ha di certo socializzato con i tanti eccentrici inquilini del palazzo di via Sant’Andrea: con Antonio Casati, costretto nel 1733 a vendere la casa dopo aver perso tutto al gioco; con Giovanni Villa, interdetto per follia nel 1773 dalla madre e dalla moglie; con Malachia De Cristoforis, il bulimico e introverso collezionista, che nel 1877 lasciò al Comune la propria collezione; con Cimone Weillschott, il banchiere filosofo che nel 1878 trasformò la casa in un istituto di credito.


 

Martedì 3 novembre 2015, ore 15.00.
Relatore Valentino Scrima

“La vecchia Milano 1917”. Capolavori della raccolta Beretta

 

Giuseppe Canella, La corsia dei servi, 1834, Inv. D. 1.

Il commendator Luigi Beretta, appassionato di ippica e di caccia, conservava nel proprio appartamento di corso Monforte una collezione di dipinti sul tema della vecchia Milano, pianificata a partire dal 1917. L’uomo abitava con la moglie e le sorelle nubili, senza figli, orgoglioso delle tele che tappezzavano le pareti, fino a quando nel 1935, sulla soglia dei sessant’anni, fu avvisato che la sua bella casa si trovava nel posto sbagliato, troppo prossima agli sventramenti di piazza San Babila: una beffa del destino per un cultore della Milano scomparsa! Beretta decise allora di cedere al Comune la raccolta, forse sopraffatto dal pensiero del trasloco: è il nucleo principale del Museo di Milano, collocato prima in Palazzo Sormani (oggi sede della Biblioteca Civica) e dal 1958 in Palazzo Morando.